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Davide Enia

Biographie

L'acteur italien Davide Enia (1974) est un des principaux dramaturges de son pays. Il vit et travaille à Rome.

En 2012 il a publié son premier roman, Così in Terra (Baldini e Castoldi Dalai), qui é été traduit notamment en anglais, allemand, espagnol et néerlandais. Sa publication la plus récente est la nouvelle Uomini e pecore (2014).

Sa résidence d'auteur dans l'appartement de Passa Porta lui permettra de chercher des idées pour de nouveaux textes.

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Texte d'Auteur

dear Charles M. Schulz,

inutile girarci in tondo. Le cose vanno male. In Europa sono addirittura tornati i fili spinati. Tu qui eri venuto a combattere durante la seconda guerra mondiale. Laddove caddero le bombe, sorgono oggi nuove abitazioni e sono ricresciuti gli alberi, eppure lungo le frontiere la storia si ripete. È arrivata una massa di profughi enorme, in fuga dalla guerra e dalla fame. Hanno ogni età. A volte incontrano i fili spinati e mitra, a volte si imbattono nella solidarietà delle persone, a volte non riescono ad arrivarci proprio in Europa, perché le barche su cui sono saliti affondano nel mediterraneo.

C'è una isoletta minuscola vicina alla mia Sicilia (che è proprio parte della mia Sicilia), si chiama Lampedusa e da almeno quindici anni è approdo per i profughi. Sono andato a vedere cosa stava accadendo. A febbraio avevo scritto questa nota:

Tre anni fa, a Lampedusa, un pescatore mi disse: «Sai che pesce è tornato? Le spigole». Poi si addumò una sigaretta, la svampò tutta in silenzio e concluse: «E sai perché le spigole sono tornate in mare? Sai di cosa si nutrono? Ecco». Buttò la sigaretta e se ne andò. Non c'era niente, davvero, da aggiungere. Di Lampedusa (ero andato per scrivere un pezzo) ricordo le mani piene di calli dei pescatori, i racconti (che non riportai, come da accordo) dei cadaveri trovati sistematicamente tirando su le reti - «Come sempre?», «"Sempre" ‘u sai chi bole diri? Sempre» -, qualche barcone arrugginito al sole, forse l'unica forma di testimonianza onesta - corrosione, polvere, ruggine - al giorno d'oggi, i dubbi sul senso del tutto nei piccirìddi e la parola «sbarco» usata a sproposito, ché tutti erano recuperi veri e propri, e il barcone scortato nel porto e i poveri cristi portati nel Centro di Permanenza Temporaneo. E i vestiti dei lampedusani dati loro dagli stessi abitanti, in un rilancio di misericordia che non voleva né riflettori né pubblicità, perché c'era freddo e quelli erano corpi da scaldare.

Sai cosa mi ha fatto innamorare delle tue strisce, Charles? La misericordia che regna in esse. Il tuo Peanuts è pieno di vita in virtù di una umanità che rende intimo e al tempo stesso universale il sogno e il gioco (Snoopy), la genialità carica di nevrosi (Linus), l'ego smisurato e battagliero (Lucy), il dramma e la sconfitta, l'ansia e lo slancio d'amore (il mio amatissimo Charlie Brown, cui voglio bene come a un fratello).
In una striscia, Linus è depresso, sente la vita pesare come un fardello insostenibile. Charlie Brown ascolta le sue parole restandogli accanto tutto il tempo. Poi, a sfogo ultimato, Charlie Brown dà una pacca sulla spalla dell'amico. È tutto ciò che può offrire in quel momento di sconforto: il calore del palmo della mano, la gentilezza del tocco. È questa la misericordia cui mi riferisco: avere la forza di ammettere, innanzitutto a se stessi, che non sempre si hanno le soluzioni però, ecco, un abbraccio e una carezza per chi ne ha bisogno non mancheranno mai.
Di questa misericordia c'è bisogno, oggi, dappertutto. Una misericordia che sia coperta e pane, capacità di ascolto e silenzio di fronte al dramma.

Ti ringrazio per avermi indicato come si può essere una persona migliore.

I love you, Charles, even if I never told you before

Davide

 

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Passa Porta
31.08.15 > 28.09.15

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